Gender fluid, questo sconosciuto…?!

Poco tempo fa, durante una conversazione su W.A. con il mio mitico amico Lord Nerdy (il nome è già una garanzia, lo so), mi sono imbattuta in un argomento piuttosto complesso ed interessante: il gender fluid. Lui mi chiedeva se io potessi definirmi eterosessuale o bisessuale, pur sempre nel senso binario del termine. Sapevo bene che quest’ultima cosa, non la stava dicendo a caso. Tanto è che, nonostante io avessi già risposto, ricordo la ripropose poco dopo e così gli chiesi: dai, dimmi un po’, cosa intendi con questo “nel senso binario del termine”!

Ecco che mi espose una spiegazione piuttosto convincente ma da approfondire in seguito, grazie alla quale mi trovo oggi a scrivere queste righe.

Siamo abituati a classificare il genere in senso binario, in due forme mutualmente diverse di mascolino e femmineo. Questo sistema di genere fa riferimento unicamente alle caratteristiche biologiche dell’individuo ma è sufficiente a costituire una barriera socio-culturale per chi desidera variare o mescolare i ruoli di genere o identificarsi con più espressioni dello stesso. In questo modello binario, il sesso e il genere nascono allineati tra loro; per questo motivo, si presuppone che un individuo nato – ad esempio – con organi genitali maschili ed aspetto maschile, lo sia in tutto e per tutto. In un sistema binario non sono quindi ammessi come plausibili, individui con organi riproduttivi non-binari (intersessuali) e tutti coloro i quali si identificano come transgender, transessuali, di genere non-binario o di terzo genere.

Ecco quindi che capisco a cosa si riferisce; una visione molto aperta e rivoluzionaria delle cose quella in cui vuole portarmi con questa premessa. A breve la esporrò, con la premessa che sono conscia di una cosa che ho detto anche al mio piccolo Lord Nerdy: temo sia ancora presto per questo becero mondo e i suoi abitanti dalle menti binarie.

Mentre sulla definizione delle caratteristiche biologiche che definiscono il sesso di una persona, ci sono indicazioni specifiche, non si può dire altrettanto per il genere. Dunque è impossibile trovare una distinzione tra le due cose (sesso e genere) univoca ed universale. Per questo motivo sarebbe giusto e doveroso accettare finalmente l’esistenza e l’ovvietà del terzo genere e dell’intersessualità, di chi cioè non ha una definizione precisa o univoca della propria sessualità.

La fluidità nasce proprio da questo; l’assenza di costrizione ed etichetta che mette alle strette sul definire chi siamo e cosa siamo. Il gender fluid nasce con il genere e l’assenza stessa del genere. Nasce e muore con il genere. Un ciclo unico e continuo.

In occidente siamo ancora molto lontani dall’accettare come normalità, qualcosa che in realtà è sempre stato qui, dall’alba dei tempi. Eppure, in oriente, dove la spiritualità assume forme diverse, questa fluidità è libera di circolare. Questo modo di vivere la sessualità, in molte culture orientali, è visto come un tentativo di mediazione tra il grande spirito universale e i mondi umani/terreni.

Ancora una volta, mi chiedo come possiamo definirci un mondo civilizzato, se poi siamo sempre così indietro su tante cose.

Io personalmente non credo di potermi definire in nessun modo diverso da quello che ho sempre creduto di essere. Ma non mi interessa farlo. Il punto è proprio questo. Ha qualche importanza darsi etichette?! Non è più importante vivere, amare, essere amati?

#fatelamorenonfatelaguerra #genderfluidèbello

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