Il punto di equilibrio

Non ho superato da molto i 30.

Nonostante ciò, mi sono trovata già moltissime volte ad indagare il mio punto di equilibrio. Ogni volta è una vera e propria ricerca, stile detective. Non che mi dispiaccia sentirmi L’Ispettore Gadget, può risultare anche stimolante.

Solo, mi chiedo, se sia normale e fisiologico perdere tanto spesso quel punto. Sono io che sono strana e problematica o succede anche a voi?!

Non saprei elencare un numero preciso di ricalcoli né le situazioni – non tutte – in cui mi sono vista costretta a farlo.

So che sono tante e ho la netta – nonché terrificante – sensazione, che ancora ce ne saranno.

Esistono persone – almeno in apparenza – molto equilibrate. Quegli esseri umani che non si fanno turbare da nulla, mangiano bene, dormono il giusto… non hanno vizi, sono in perfetta sintonia con il mondo che li circonda. Dai, sono alieni! Ammettiamolo una volta per tutte.

La mia ovviamente è invidia. Io di equilibrato non ho mai avuto nulla.

La ricerca dell’equilibrio, però, mi ha sempre accompagnata. Potrei farmi una ragione del tutto, cantandomi da sola Vasco: “E’ tutto un equilibrio, sopra la follia”. Adoro questa frase, quasi un mantra. Solo che, alla lunga, non regge.

Da persona passionale, nel bene nel male, mi ritrovo già per natura immersa negli eccessi. Le mezze misure non mi risultano di facile gestione. Eppure non mi arrendo.

Forse, semplicemente, vogliamo ciò che non possiamo avere?!

In questo momento, sto iniziando a pensare che per ottenere quell’agognato equilibrio, dovrei concentrare le mie energie su una forza egocentrica. Individualismo e meditazione. Questo perché è l’unica strada che non ho – davvero mai – considerato né provato.

Potrebbe essere la cosa più difficile che io abbia mai fatto.

Tu hai trovato il tuo punto di equilibrio? Lo riesci a mantenere saldo? #chiedoperunamica

Da leggere tutta d’un fiato – Per deboli di empatia

Non sono solita scrivere cose come questa ma credo sia diventato necessario.

La pochezza di alcuni essere umani a volte mi turba, al punto da starci male. Anche quando quella pochezza non ha toccato me direttamente.

Come si può ignorare chi ha bisogno di aiuto, specie se è qualcuno che – più o meno profondamente – per noi conta?

A cosa serve fingere empatia (“Ah caspita, mi dispiace!”), se poi non fate seguire alle parole i fatti?!

Arrivo al punto.

Nella foto vedete Everest e Marianna. Non ho mai avuto il piacere di conoscere la prima, la seconda invece, la conosco fin troppo bene. E’ una persona che di empatia ne ha anche troppa e non la relega alle parole.

Everest è una lagotta cieca, adottata e salvata, esattamente come tutti gli animali di Marianna. Da poco tempo manifesta crisi epilettiche in fase di indagine.

Tornando a Marianna…

Passa tutto il suo tempo libero (parliamo a volte anche delle frazioni che intercorrono tra una mestolata al sugo e una seduta al gabinetto) ad occuparsi di gatti e cani in difficoltà.

Gestisce una colonia, da sola. Ha due cani, fino a poco tempo fa tre, senza contare i gatti che dalla colonia a volte gravitano verso casa.

Non paga, gestisce post e social di un’associazione che su Torino è un’istituzione – Le Sfigatte – il che significa che non esistono vacanze. Pur essendo volontariato, quell’impegno l’ha seguita persino in Calabria in estate, per le due settimane scarse che si è concessa per “staccare”. Quando si presenta la necessità, aiuta un’associazione albanese che salva animali dalla strada (posso garantirvi che parliamo di situazioni di pura crisi. Ultimo apporto? Un viaggio di 9 ore per portare un bel numero di 4 zampe dall’Albania all’Italia.

Lo fa e non si lamenta, come del resto studia (avvicinandosi sempre di più alla laurea) e come lavora, ogni qual volta ne ha occasione e senza far troppo la schizzinosa.

Se in famiglia c’è bisogno, lei c’è, anche se a volte la cosa non viene compresa e apprezzata (per non dire ricambiata).

Se un’amica ha bisogno di sfogarsi, lei ascolta e in modo attivo (nel senso che non si limita ad annuire, bensì aiuta la suddetta persona ad elaborare meglio i concetti confusi che ha appena vomitato, magari in un audio-libro di 10 minuti).

Come tutti, nella sua vita ha avuto difficoltà e alcune di queste non le augurerei al mio peggior nemico. Eppure lei “tiene botta”.

Sono di parte, le voglio bene. Ma chi mi conosce sa che io non spreco complimenti e se devo dire che una persona non è valida, lo dico… pur volendole bene.

Beh Marianna è un essere umano di prima categoria e non comprenderlo equivale ad essere ipocapenti e/o disagiati.

Come è possibile che quando ha bisogno, tutti si volatilizzino?! Come è possibile che alcune tra le persone a lei più vicine, preferiscano fingere empatia e proseguire la giornata?!

E’ possibile perché a tutti noi piace pensare di essere degli individui per bene, validi e di cuore. Ma non sempre siamo pronti a dimostrarlo. E fino a che qualcuno o qualcosa non ce lo fa notare, ci culliamo in quel pensiero.

Non possiamo essere tutti Marianna ma dobbiamo alle persone come lei, lo sforzo di esserci nel momento del bisogno.

Non possiamo pretendere che siano sempre e solo le associazioni a sostenere le persone che dall’oggi al domani, si ritrovano tra le mani preventivi a 3 o 4 cifre. Quando possiamo dare un contributo, anche minimo ma diretto, diamolo! Perché le associazioni come quella che ho citato prima, è un miracolo che ancora si reggano in piedi!

Everest sta male, deve fare molte analisi ed esami specialistici per essere curata al meglio. Qualcosa è già stato fatto ma adesso arriveranno le parti più complesso. La attende una risonanza magnetica la prossima settimana e si parla di 500€. Certo non mi aspetto che qualcuno li tiri fuori per intero al posto suo… ma se tutti quelli che la conoscono mettessero una briciola?! Se almeno si proponessero di farlo?! Le persone che le hanno offerto supporto, si contano sulle dita di una mano.

Io ci sono passata, anni fa. Ho visto scomparire nel nulla i pochi risparmi che io e il mio compagno di allora avevamo. E ancora grazie che quei risparmi c’erano! Ma posso garantirvi che in quei momenti, dover aggiungere alla disperazione, la frustrazione e l’umiliazione di elemosinare anche solo 50€ da persone che te li dovrebbero invece offrire, è proprio quello che ti dà la mazzata finale.

Fatevi un esame di coscienza, se ne avete ancora una. Marianna non sarà perfetta, forse neanche Eve… ma meritano entrambe una zampa.